Atlantide sgomberata: “Non può finire qua”

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Bologna,9 ott. – L’annunciato  sgombero di Atlantide è arrivato questa mattina. E’ stato eseguito alle 6 dalla polizia municipale, con la presenza di supporto di carabinieri e polizia. Nove attiviste di Atlantide si trovavano all’interno del cassero di Porta Santo Stefano e si sono fatte portare fuori di peso dai vigili urbani.
Le altre (una cinquantina) hanno osservato lo sgombero sedute sugli scalini del circolo Berneri. I vigili urbani hanno trovato ad accoglierli bicchieri contenenti liquido rosa e preservativi, la stessa accoglienza preparata per la mattina in cui scadeva l’intimazione del sindaco Virginio Merola a lasciare la struttura.

Mentre la polizia municipale è impegnata nella muratura del cassero, il collettivo è partito in corteo verso le Due Torri. Il collegamento alle 7.50 del nostro inviato Giovanni Stinco.

Il collettivo Atlantide ha convocato una conferenza stampa per le 12 di oggi.

Nessuna repressione, solo il ripristino di una situazione che era ”fuorilegge” ha commentato il sindaco Virginio Merola che ha aggiunto: “adesso, per quanto mi riguarda, si può ricominciare a ragionare: ogni dialogo è possibile se si capisce che bisogna ripartire dalle regole”. E senza uno specifico accanimento, sottolinea il primo cittadino: i militanti di Atlantide ora “non pensino che sono stati repressi, siamo in democrazia” e quell’immobile, il Cassero di Porta Santo Stefano occupato senza titolo, “torna, com’è
giusto che sia, al quartiere: abbiamo ripristinato una situazione che andava ripristinata nell’interesse generale”. E a questo punto, se si vuole, può riprendere il confronto per trovare una nuova casa ad Atlantide.
“Questa amministrazione dialoga con tutti”, assicura Merola. Di certo un eventuale nuovo tavolo con Atlantide non si aprirà rinnegando la linea dura: quello che è successo oggi è “d’esempio”, rimarca il sindaco: e cioè si può anche dire che “tutto è permesso e necessario, ma non tutto costruisce comunità civile; questa regola serve per dire che ci sono delle regole civili che tutti devono rispettare”, conclude Merola.

Sotto le Due Torri ha raggiunto il presidio anche l’ex assessore Alberto Ronchi che ha commentato: “Uno schifo. Questo sgombero lo pagheranno politicamente”.

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