Atlantide. La Corte dei Conti apre un fascicolo sullo sgombero “in ritardo”

Bologna, 13 apr. – La Procura della Corte dei conti dell’Emilia-Romagna apre un fascicolo per verificare eventuali responsabilità contabili del sindaco di Bologna Virginio Merola per l’occupazione del Cassero di Santo Stefano da parte del collettivo Atlantide.
A chiedere ai magistrati contabili di fare degli accertamenti erano stati, nella loro richiesta di archiviazione a carico del sindaco, i pm Massimiliano Serpi e Antonella Scandellari: perché pur non sussistendo elementi per ravvisare reati, “sembrano emergere nei confronti di Merola possibili profili di responsabilità contabile”, dato che i collettivi Lgbt e punk, dopo la scadenza della convenzione nel 2011, sono  rimasti all’interno del Cassero di Porta Santo Stefano senza pagare l’affitto. Lo sgombero è poi arrivato nell’ottobre 2015.

Ora la Procura della Corte dei conti valuterà, a quanto si apprende, gli elementi forniti dai pm.
Un atto dovuto che, sempre a quanto si apprende, potrebbe richiedere un paio di mesi, concludendosi quindi a giugno, proprio nel periodo ”caldo” delle elezioni comunali.
Secondo quanto si legge sulle pagine locali del Resto del Carlino i pm considerano tutto l’iter che ha portato allo sgombero grossolanamente impreciso e raffazzonato, con il protrarsi di una “trattativa che non è mai decollata anche per l’evanescenza degli interlocutori”. Lo sgombero aveva portato anche alla spaccatura definitiva tra il sindaco Merola e il suo assessore alla cultura Alberto Ronchi.

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