Ash + We Are Scientists live: e c’è anche una cover dei Weezer

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4 dic. – Sono arrivati in mura di Porta Galliera come una classe in gita: chiassosi, festanti, affiatati. Le due band che hanno infiammato il Covo venerdì scorso hanno realizzato uno dei live a Maps più intensi e divertenti di sempre: Ash e We Are Scientists hanno suonato un pezzo a testa, tratto dagli ultimi rispettivi lavori, ma ci hanno sorpreso con una splendida cover acustica di “Undone” dei Weezer. “Ci siamo conosciuti nel 2010 in un tour in Australia dove abbiamo fatto un paio di live insieme e adesso siamo vicini di casa a New York, usciamo insieme”, hanno raccontato i nostri ospiti, che hanno anche una sigla per identificare la loro unione: WASH. “Ora siamo un tour insieme, viviamo insieme nel furgone, stiamo insieme sul palco.” Ma per quanto si possa riassumere l’intervista che trovate integralmente qua sotto insieme ai tre brani che le due band hanno suonato nei nostri studi, ascoltatela per cogliere i continui punzecchiamenti reciproci e per assorbire il clima che abbiamo respirato nel pomeriggio del 27 novembre scorso: rilassato, divertito e “comunitario”.

“Il nostro sogno è di formare una band con sei elementi: siamo due trii e talvolta ci sentiamo soli. Vuoi mettere con sei persone su un palco?”: il pubblico del club di viale Zagabria ha avuto modo di percepire cosa possono fare le due band insieme, visto che il concerto della fine dello scorso mese si è concluso con una jam session furiosa. Ma nei nostri studi, almeno in principio, i musicisti si sono comportati bene: i We Are Scientists hanno fatto una splendida versione acustica di uno dei singoli dell’ultimo TV En Français, e gli Ash ci hanno fatto ascoltare l’ultimo estratto da Kablammo!, un album che arriva dopo una serie di singoli (ben 26 in un anno) e diverse voci che avrebbero potuto farci pensare a una pausa definitiva per i nordirlandesi. Tim Wheeler, leader degli Ash, ha raccontato l’ultimo periodo della band: “Abbiamo voluto tornare alla forma album, dopo avere pensato a un ascolto più orientato alla playlist: all’inizio non è stato facile rimetterci a scrivere. Volevamo che le canzoni suonassero bene dal vivo, eseguite solo da noi tre: il nostro desiderio era che fossero semplici, dirette“. Un po’ come i protagonisti di quel pomeriggio, che sarà difficile da dimenticare.

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