Arriva la Guida d’autore per vivere Bologna da bolognesi

Bologna 17 lug.- “Un modo per raccontare la città in cui viviamo e che amiamo”, “un filo di Arianna per non perdersi”, “un punto di riferimento valido per tutte le stagioni”. Questa la sfida lanciata dalle due giornaliste Francesca Blesio del Corriere di Bologna e Giorgia Olivieri di Repubblica in occasione della presentazione del loro libro “Grand Tour. Guida d’autore per vivere la città da bolognesi”. Ovviamente, “non potevamo mettere tutto, le scelte sono state fatte in base a preferenze personali: i luoghi citati sono poi quelli in cui è più facile trovarci”.

“Il lavoro di coppia è stato difficile, ma stimolante, sia per noi che per la casa editrice: abbiamo due modi differenti di scrivere sia a livello stilistico che calligrafico” ironizza la Blesio, “è stato un lavoro utile anche per incrementare le conoscenze grammaticali” le fa eco la Olivieri, ma “le due anime si sono completate a vicenda e, alla fine, è stato bello vedere questa amalgama emergere tra le righe del libro”. Interessante il fatto che le due autrici siano una bolognese verace come la Blesio e una marchigiana trapiantata nel capoluogo emiliano quale la Olivieri, arrivata “quasi vent’anni fa”, che ci regala un aneddoto adolescenziale: “la prima volta che lessi Jack Frusciante (libro dello scrittore bolognese Enrico Brizzi-ndr) non capii praticamente niente. L’ho riletto otto o nove volte, una recentemente, tra l’altro. Ho affinato il vocabolario nel corso del tempo, ma Francesca mi regala ancora pillole di slang che non conosco”.

Hanno davvero spiazzato tutti, in primis i colleghi presenti nella sala stampa di Palazzo d’Accursio, oltre che loro stesse: “è davvero straniante stare dall’altra perte del microfono”. Con loro presente anche lo stesso assessore alla “Promozione della città” Matteo Lepore, ben più avezzo a riflettori ed interviste, che rompe il ghiaccio introducendo l’argomento: “quello che presentiamo oggi è un progetto di citybranding”. Aggiunge poi una considerazione: “negli ultimi anni Bologna ha subito una metamorfosi. Solo cinque anni fa questa guida sarebbe stata molto diversa, come molto cambiata è anche la percezione che i turisti stranieri hanno della nostra città, basti pernsare che nell’ultimo lustro la percentuale di visitatori provenienti da paesi esteri è aumentata dell’80 %”. Proseguendo su questa linea, dichiara poi che “l’obiettivo è quello di raccogliere nuovi strumenti per riuscire ad accogliere meglio i turisti. Abbiamo intavolato dialoghi anche con albergatori ed operatori, ma scommettiamo anche sull’editoria”. “Salutiamo questo progetto, che entrerà a far parte di Bologna Welcome, con grande interesse”, ha concluso fiducioso.

Antonio Bagnoli, direttore editoriale di Pendragon (la casa editrice che cura il libro, ndr), sottolinea come “il turista ormai non cerchi più la classica guida turistica, ma qualcosa che lo aiuti ad inserirsi col tessuto cittadino. Oltre alle classiche informazioni su monumenti ed avvenimenti storici, questo libro permette uno sguardo più approfondito sui luoghi tipici e magari meno conosciuti di Bologna“. Per descrivere meglio l’originale struttura del libro, si aiuta con un parallelo storico: “assomiglia molto pià ai Baedeker, le guide utilizzate dai turisti ottocenteschi che andavano in giro per l’Europa a realizzare il Grand-tour”. In questo senso è significativo, oltre al titolo scelto, il fatto che la definizione del termine teutonico occupi buona parte della prima pagina introduttiva. Ulteriore conferma giunge dalle dichiarazioni della Olivieri: “da piccola guardavo film sui viaggi che i grandi signori compivano in epoche passate e mi è sempre rimasta impressa l’immagine delle vecchie aristocratiche che consultavano le loro guide turistiche tenute gelosamente sotto la gonna”.

Grand Tour sarà nelle librerie tra una settimana, massimo dieci giorni. Ad inizio ottobre verrà poi stampata la versione in inglese”.

di Lorenzo Balbo

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