Arci Guernelli. C’è l’accordo sul debito. Riapertura a inizio 2018

Bologna, 28 lug. – La palestra riaprirà nel mese di settembre, il circolo vero e proprio ad inizio 2018. Dopo la voce grossa fatta martedì da Acer riparte il dialogo tra il circolo Guernelli e il Comune di Bologna. Un dialogo fatto di tavoli tecnici che andranno avanti nei prossimi mesi e serviranno a spianare la strada alla riapertura dello storico circolo Arci di via Gandusio. Entro il 10 febbraio 2018 le parti contano di riaprire il bar, ultimo ma non meno importante tassello per fare funzionare (e finanziare) il circolo. Sul tavolo anche un’ipotesi condivisa di rientro del debito. Si parla di 93 mila euro da restituire con un acconto iniziale e poi il restante a rate a partire da agosto 2018 o comunque “a partire da 6 mesi dopo la riapertura del circolo”. Ci vorranno almeno 12 anni e bollettini da 520 euro ogni 30 giorni per permettere al Guernelli di azzerare il debito. Politicamente restano le dichiarazioni dell’assessore alla casa Virginia Gieri che oggi in question time, in risposta alla domanda della consigliera di Coalizione civica Clancy (qui il resoconto completo), ha sottolineato da una parte come non ci sia mai stata la “volontà di interrompere una relazione”, dall’altra come fosse chiaro nei piani del Comune che la liberazione dell’immobile avrebbe dovuto essere completa. Guernelli compreso quindi.

Con l’avvio dei tavoli tecnici e la ripresa del dialogo l’intrusione subita dal Guernelli il giorno dello sgombero passa quindi in secondo piano. Acer dopo una settimana di silenzio e voci incontrollate aveva specificato di aver guadagnato l’accesso al circolo perché “c’era puzza di gas”, e aveva comunicato alla stampa il ritrovamento di alcune bombole gpl all’interno dei locali del Guernelli. I rapporti della polizia municipale raccontavano anche se in maniera molto sintetica una storia differente, e cioè che il tentativo di accesso alla prima porta è avvenuto prima che i funzionari Acer sentissero puzza di gas. Ci sarebbe stata insomma una volontà pregressa. Il resoconto che l’assessore Gieri ha fornito in question time avvalora la versione dei vigili. Gas o non gas il Comune aveva intenzione di liberare tutti gli immobili, spazi del Guernelli compresi. Resta però ancora da chiarire cosa non abbia funzionato a livello comunicativo visto che né il circolo né l’Arci provinciale avevano informazioni chiare su quel che stava succedendo, e infatti la prima reazione fu quella di denunciare l’intrusione e indire una manifestazione. Se le 18 porte danneggiate o sfondate saranno comunque tutte sostituite da Acer, resta il pasticcio comunicativo e in parte politico.

Sempre in question time Gieri ha spiegato che, vista la struttura dell’edificio e degli spazi comunicanti del primo piano, si è “dunque proceduto alla liberazione dell’intero immobile” per una serie di valutazioni tecniche sulla ristrutturazione. Inoltre la liberazione di tutte le palazzine di via Gandusio è stata necessaria anche perché nessuno era a conoscenza della “consistenza e della diffusione, anche negli spazi non residenziali, di occupazioni abusive”. “L’Arci Guernelli – ha spiegato l’assessore alla casa – si trovava in un luogo particolarmente degradato, interessato da una ordinanza sindacale per motivi gravi e proprio per la conformità dell’edificio era necessario fare una valutazione rispetto allo stato degli immobili di via Gandusio. Non a caso in una stanza che era in uso dell’Arci sono stati anche trovati materiali pericolosi (le bombole, ndr). Questo per dire che la situazione doveva assolutamente essere messa in sicurezza, il tutto tenendo conto appunto che luce, gas e acqua sono centralizzati. Per cui non c’era nessuna volontà per il seguito, ma la volontà di mettere in sicurezza la struttura proprio per la eccezionalità della criticità in atto”.

“Ci stiamo ancora confrontando su varie cose – commenta il presidente dell’Arci Guernelli Stefano Bonora – Certo che comunque mi sembra evidente la volontà di andare avanti e lo stiamo facendo insieme alla direttrice del Quartiere San Donato. Resta il dato di fatto, attività del circolo sospesa per 6 mesi, associazioni che avevano sede e materiali al circolo seriamente compromesse nelle loro attività, un punto di riferimento per il Quartiere e da alcuni anni della città in campo ricreativo, artistico, culturale e anche politico per la ricchezza e trasversalità delle esperienze che lo animavano quotidianamente sparito. Anche se dopo la pausa agostana la Palestra potrà riaprire al pubblico e ai corsi già programmati, rimane forte l’amarezza sia per il fatto in sé, che per i detti e non detti e poi corretti o non corretti  che lo hanno caratterizzato”.

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