Appalti. Un nuovo protocollo legalità a Bologna

Bologna, 6 lug. – Stop al massimo ribasso nei servizi, applicazione della clausola sociale e monitoraggio. Questi i punti principali dell’accordo sugli appalti firmato oggi in Comune da sindacati confederali e, per la prima volta, associazioni economiche: l’Aleanza delle cooperative italiane, Ascom, Unindustria, Cna, Confartigianato e Ance.
Per il sindaco di Bologna, Virginio Merola, è un segnale da cogliere anche a livello regionale, dove il patto per il lavoro voluto dal presidente Stefano Bonaccini è finito in stand-by anche sulla questione appalti. “Credo che la Regione possa prendere a riferimento l’accordo che abbiamo raggiunto. Qui- sottolinea il sindaco di Bologna- tutte le parti sociali hanno convenuto anche sul tema degli appalti e credo che questo possa essere un esempio anche per sbloccare la situazione in Regione”.

D’accordo il segretario Cisl Alessandro Alberani: la firma arrivata oggi a Palazzo D’Accursio “può fare da ponte” per il patto regionale. L’accordo sugli appalti, che avrà validità triennale, si propone di “arginare devianze acuite anche dalla crisi economica che attraversiamo dal 2008, come la concorrenza sleale, il ricorso al lavoro irregolare e l’espansione della presenza della criminalità organizzata anche nel nostro territorio”.

Dall’1 gennaio 2016 il Comune di Bologna si impegna a considerare nelle proprie gare il possesso del “rating di legalità” rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato). Il Comune inoltre renderà ancora più  visibile “l’intera filiera delle gare, realizzando una piattaforma informativa in cui sarà possibile accedere a una mappatura aggiornata delle concessioni in essere”.

Inoltre “unico criterio di aggiudicazione” sarà “l’offerta economicamente più vantaggiosa per gli affidamenti relativi ai servizi” e si privilegerà “l’adozione dello stesso criterio negli affidamenti di lavori e forniture”. In sostanza vengono fissate norme più stringenti perché si evitino affidamenti, di fatto, al massimo ribasso. Il Comune si impegna anche a inserire la clausola sociale per garantire il “riassorbimento di manodopera per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Per Sonia Sovilla della Cgil si può argirare così i problemi del jobs act

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