Anthems In Eden : percorsi sonori tra british folk e new weird americano

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Domenica 24 gennaio secondo appuntamento a Folk Bottom della trilogia di puntate dedicata interamente a due tra i periodi più cruciali della storia dell’Acid Folk internazionale. Anthems In Eden vuole ripercorrerne gli sviluppi soffermandosi su alcune figure chiave che animarono quelle stagioni che a distanza nel tempo sembrarono celebrare medesimi valori culturali ed estetiche del suono. Prima e dopo quel manifesto indiscusso che fu No Roses della Albion Country Band e Shirley Collins del 1971, e a cui prese parte il fiore degli esponenti del folk britannico, si dipanano esperienze di vita, concerti memorabili e lavori discografici che segnano l’affermazione del nuovo folk elettrico. Siam ben lontani dagli albori puristi e più ortodossi della prima fase del folk revival a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, ma il connubio tra antico e moderno viene ormai riletto sotto l’egida della stagione psichedelica. Lo scenario ideale di questa vicenda sono le elegiache campagne inglesi e una delle sintesi cardini di questo percorso sarà Liege e Lief dei Fairport Convention del 1969. Ma tanti sono i nomi degli artisti e delle bands che accanto a Sandy Denny e soci animeranno le serate dello storico Les Cousins di Londra e i raduni dei numerosi festival sparsi nel paese, ricelebrando così i fasti bucolici della “Old England”. Steeley Span, Trees, Pentangle, John Martyn, Incredible String Band, Richard Thompson, June Tabor e Martin Simpson, Forest, Comus, Famous Jug Band e Clive Palmer o Dando Shaft, sono solo alcuni dei nomi di un fervido sottobosco creativo che sforna ovunque talenti che contribuiscono al movimento immortalando nel tempo nuove melodie pastorali, aprendo a contaminazioni col jazz, il blues e la musica extra-europea, o rielaborando negli arrangiamenti vecchi temi tradizionali.
E sulla scia degli alfieri degli anni ’60 e ’70 si muoveranno tutta una serie di artisti a partire dagli sgoccioli dei ’90 e poi per tutto il decennio successivo. Nell’ambito di quello che da diversa critica è stato salutato come l’avvento della New Weird d’America, diversi sono i personaggi che non nasconderanno il debito e la primaria fonte d’ispirazione nei confronti dei loro paladini di quell’epoca tramontata. Il polo operativo più significativo è quello di Philadelphia, ma intorno al polo cardine della Pennsylvania sembra svilupparsi un cerchio magico di relazioni comunitarie, di amicizie profonde, di collaborazioni artistiche e condivisione della passione per analoghi orientamenti musicali, che investe anche altre aree del continente americano come quello europeo.

E così Espers, The Iditarod, Fursaxa, Helena Espvall e Meg Baird, Fern Knight, Larkin Grimm, Arborea, P.G. Six, Nick Castro, Marissa Nadler e Josephine Foster, sono alcuni dei tasselli più preziosi di una nuova stagione all’insegna del folk-psichedelico, che non esita neppure a rimettere in gioco vecchie meteore come Vashty Bunyan o <strong. Protagonista di questa seconda puntata sarà il chitarrista Richard Thompson, già membro storico dei Fairport Convention, coinvolto nel celebre Morris On del 1972 in compagnia di Ashley Hutchings, Dave Mattacks, John Kirkpatrick e Barry Dransfield, e poi fautore di una lunga e prolifica carriera solista a partire da Henry The Human Fly del 1972 fino ai lavori più intensi degli anni ’70 in collaborazione della compagna Linda tra cui emerge un’opera memorabile come Pour Down Like Silver del 1974. Nell’ambito della scena “weird” troviamo invece l’estro compositivo del polistrumentista Pat Gluber, alias PG Six, capace come pochi di rileggere e ridare nuova linfa alle suggestioni provenienti dall’epoca d’ora del British Folk, come nel suo debutto solista Parlor Tricks And Porch Favorites del 2001.
E già prima di questo lavoro Gluber animava già a metà anni ’90 il combo di sperimentatori “freak” che, noto come The Tower Recordings, sanciva il sodalizio artistico ed umano tra personaggi come Matt Valentine, Helena Rush, Tim Burnes e Samara Lubelski, ai loro massimi vertici espressivi in The Fraternity Of Moonwalkers del 1996 o in Furniture Music For Evening Shuttles del 1998.
A partecipare a questa riconnessione temporale ci sarà sempre lo storico redattore di Blow Up Gino Dal Soler, nonché autore del fondamentale libro The Circle Is Unbroken: 40 anni di folk psichedelico e visionario, edito da Tutte Edizioni nel 2011.

a cura di Andrea Maria Simoniello

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