Anthems In Eden: percorsi sonori tra british folk e new weird americano

peg7-shirley-collins-gatefold 1

15 gen. – A partire da domenica 17 gennaio Folk Bottom inaugura una trilogia di puntate dedicata interamente a due tra i periodi più cruciali della storia dell’Acid Folk internazionale. Anthems In Eden vuole ripercorrerne gli sviluppi soffermandosi su alcune figure chiave che animarono quelle stagioni che a distanza nel tempo sembrarono celebrare medesimi valori culturali ed estetiche del suono. Prima e dopo quel manifesto indiscusso che fu No Roses della Albion Country Band e Shirley Collins del 1971, e a cui prese parte il fiore degli esponenti del folk britannico, si dipanano esperienze di vita, concerti memorabili e lavori discografici che segnano l’affermazione del nuovo folk elettrico. Siam ben lontani dagli albori puristi e più ortodossi della prima fase del folk revival a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, ma il connubio tra antico e moderno viene ormai riletto sotto l’egida della stagione psichedelica. Lo scenario ideale di questa vicenda sono le elegiache campagne inglesi e una delle sintesi cardini di questo percorso sarà Liege e Lief dei Fairport Convention del 1969. Ma tanti sono i nomi degli artisti e delle bands che accanto a Sandy Denny e soci animeranno le serate dello storico Les Cousins di Londra e i raduni dei numerosi festival sparsi nel paese, ricelebrando così i fasti bucolici della “Old England”. Steeley Span, Trees, Pentangle, John Martyn, Incredible String Band, Richard Thompson, June Tabor e Martin Simpson, Forest, Comus, Famous Jug Band e Clive Palmer o Dando Shaft, sono solo alcuni dei nomi di un fervido sottobosco creativo che sforna ovunque talenti che contribuiscono al movimento immortalando nel tempo nuove melodie pastorali, aprendo a contaminazioni col jazz, il blues e la musica extra-europea, o rielaborando negli arrangiamenti vecchi temi tradizionali.

E sulla scia degli alfieri degni anni ’60 e ’70 si muoveranno tutta una serie di artisti a partire dagli sgoccioli dei ’90 e poi per tutto il decennio successivo. Nell’ambito di quello che da diversa critica è stato salutato come l’avvento della New Weird d’America, diversi sono i personaggi che non nasconderanno il debito e la primaria fonte d’ispirazione nei confronti dei loro paladini di quell’epoca tramontata. Il polo operativo piu significativo è quello di Philadelphia, ma intorno al polo cardine della Pennsylvania sembra svillupparsi un cerchio magico di relazioni comunitarie, di amicizie profonde, di collobarozioni artistiche e condivisione della passione per analoghi orientamenti musicali, che investe anche altre aree del continente americano come quello europeo. E così Espers, The Iditarod, Fursaxa, Helena Espvall e Meg Baird, Fern Knight, Larkin Grimm, Arborea, P.G. Six, Nick Castro, Marissa Nadler e Josephine Foster, sono alcuni dei tasselli più preziosi di una nuova stagione all’insegna del folk-psichedelico, che non esita neppure a rimettere in gioco vecchie meteore come Vashty Bunyan o <strong. Protagoniste di questa prima puntata saranno due devote della purezza del canto come Shirley Collins e Anne Briggs intorno alle quali ruotano un po’ tutti i principali artisti del periodo emblematico 1965-1971. E questo a partire dall’importante Folk Roots, New Routes della Collins in compagnia di Davy Graham come nei successivi The Power Of The True Love Knot 1968 e Love, Death & The Lady 1970 in compagnia della sorella Dolly Collins;mentre la vena poetica e lo stile vocale della Briggs, racchiusa nei lavori del 1971 The Time Has Come e Anne Briggs, avrà duratura influenza a partire dall’amico di sempre Bert Jansch. A partecipare a questa riconnessione temporale ci sarà lo storico redattore di Blow Up Gino Dal Soler, nonché autore del fondamentale libro The Circle Is Unbroken: 40 anni di folk psichdelico e visionario, edito da Tutte Edizioni nel 2011.

a cura di Andrea Maria Simoniello

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.