Anatomia di un cuore brasiliano: Barro live a Maps

barro

7 nov. – “Miocardio significa mio cuore, ossia me stesso”: a dirlo è Barro (Filipe Barros), l’artista brasiliano che, dopo avere suonato con i Bande Dessinée, ha intitolato così il suo disco di debutto, che è forte di una spiccata capacità nel captare le musiche del mondo. “Sono arrivato in Europa nel 2005, e ho vagato tra la Francia, la Svizzera, la Spagna e l’Italia”, racconta a Maps e aggiunge che “volevo conoscere nuove culture, nuove lingue, elementi che piano piano ho cominciato ad inserire all’interno delle mie canzoni”. Infatti, da un punto di vista stilistico, l’album unisce i ritmi tipici della sua città d’origine, Recife, con influenze marcatamente pop, una commistione tipica della storia stessa del panorama musicale brasiliano: “Sono nato nel nord est del Paese, dove, sin dagli anni ’50, è stata molto presente la tradizione folk. Ma a partire dagli anni ’90, un movimento simile alla Tropicàlia ha capovolto tutto. Così è cominciato un sound che unisce i motivi tradizionali con l’hip hop e il rock“. Tutto questo in uno scenario ricco, che però ha pochi aiuti dal governo: “Danno molto spazio al cinema, mentresolo il 2% delle band viene davvero aiutato. C’è ancora molto lavoro da fare, abbiamo talmente tanti gruppi!”

Molto forte è il legame con l’Italia, in particolare con la cantante Serena Altavilla, voce ospite del singolo “Vai“, che potete ascoltare nel live qui sotto, insieme ad un’anteprima che Barrio ci ha regalato di una traccia intitolata “Restiamo Così“, versione tradotta di “Ficamos Assim“.

Elena Usai

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