Amianto. Chi pagherà per la strage futura?

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Bologna, 28 apr. - Una bara, con tanto di piedi che spuntano da una delle estremità. E’ questo il simbolo che oggi i lavoratori delle ex Ogr hanno portato in piazza per Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Il ricordo degli operai dello stabilimento ferroviario che negli anni sono morti a causa dell’esposizione alla fibra killer è iniziato davanti, in via Casarini all’ingresso dell’ex Ogr, su iniziativa dell’Associazione familiari e vittime dell’amianto (Afeva) dell’Emilia-Romagna. I lavoratori però guardano anche al futuro, le morti per mesotelioma provocato dall’esposizione all’amianto potrebbero continuare fino almeno al 2025. “Chi pagherà per questa strage futura?” si chiedono.

I lavoratori, hanno formato una catena umana mostrando decine e decine di lapidi (di cartone) con i nomi dei colleghi deceduti. “Questo è un sacrario”, ha detto Salvatore Fais, delegato e memoria storica del”officina: “Nessuno lo vuole riconoscere, sulla storia dell’Ogr c’è un negazionismo impressionante ma più di 400 morti non sono morti per niente, sono morti per amianto”. Una tragedia che investe chi è scomparso, ricorda Fais, ma anche chi oggi e malato “e i tanti che oggi temono di potersi ammalare”. La prima richiesta, da parte dei lavoratori, è dare avvio al Piano nazionale amianto: “Spetta al Governo e si deve muovere”, manda a dire Fais.

Concluso il presidio in via Casarini, i lavoratori si sono spostati verso la sede dell’Inail per un ulteriore sit-in, poi sono partiti in corteo verso piazza Nettuno per la deposizione di una corona di fiori. Lì erano presenti le bandiere sindacali, la bara nera e due striscioni: uno ricorda che l’Ogr è “l’Università della manutenzione” e l’altro che recita “Vittime amianto. Silenzio, non si deve sapere”. La lunga fila di lapidi con i nomi dei colleghi uccisi dall’amianto è stata posata sotto il sacrario dei caduti della Resistenza.

Giovannino Albanese, ex lavoratore Ogr: “Non è stato facile far sì che le Ferrovie si facessero carico del problema amianto, per noi era una famiglia”.

Insieme ai lavoratori era presente anche una delegazione di studenti delle Laura Bassi.

 

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