Alternativi agli alternativi: i Disciplinatha al cinema

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9 apr. – “Nel contesto di fine anni ’80, i Disciplinatha erano alternativi alla scena alternativa“: con queste parole martedì, durante SecondaVisione, il documentarista Alessandro Cavazza ha raccontato la band al centro di un documentario che viene proiettato alle 2215 di venerdì 10 aprile al cinema LumièreQuesta non è un’esercitazione è una visione interessante di un gruppo controverso, capace di provocare “innestando corto circuiti, come il punk deve fare: c’era la polizia anti sommossa ai loro concerti”, ha ricordato Cavazza, anticipando alcuni degli aneddoti che si raccontano nel documentario, come quando “fascisti e antifascisti si erano ritrovati a un loro concerto per picchiarli, ma poi sono finiti a picchiarsi tra loro”.

Il documentario del 2012 racconta, in poco più di un’ora, la storia dei Disciplinatha, ma anche l’Italia in cui la band viveva, in un arco di tempo fondamentale per la storia del Paese, quello che va dalla fine del decennio edonista fino alla metà degli anni ’90. Ci sono tante interviste ai musicisti che hanno fatto e fanno parte della band, ma anche a personaggi come Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, tra i primi a rendersi conto del valore del gruppo. Interrogato su ciò che l’ha spinto a realizzare il documentario, Cavazza ci ha risposto ammettendo da un lato il fatto di essere un amico della band, ma rivelando anche che non ama tutta la musica prodotta dalla band: “Fino a Un mondo nuovo in parte, Primigenia assolutamente no”. Una premessa onesta per un documentario che racconta, molto chiaramente, un momento unico nella storia della musica “alternativa” italiana.

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