All’ex Telecom un hotel per studenti con 300 camere

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La facciata principale dell’ex Telecom di via Fioravanti durante l’occupazione

Bologna, 1 apr. – La notizia la dà il sindaco Virginio Merola durante la conferenza stampa per presentare la nuova illuminazione del mercato di via Albani, in Bolognina. “Mentre ci chiudiamo in noi stessi – ha detto il primo cittadino – ieri ho incontrato i rappresentanti di una società internazionale che hanno deciso di fare qui all’ex Telecom il primo hotel per studenti d’Italia, con 300 camere e servizi”.

A proporre una nuova destinazione per l’ex Telecom è stata la catena internazionale “The student hotel“, fondata dallo scozzese Charlie Mc Gregor. La società, che si è sviluppata originariamente in Olanda, si sta espandendo in altre città europee e “guarda caso hanno scelto Bologna”, ha detto con orgoglio il sindaco. “Hanno detto che questa è la zona più bella dove fare il primo hotel per studenti d’Italia”, aggiunge il sindaco, anche se in realtà la novità bolognese arriva dopo che lo stesso annuncio, lo scorso ottobre, è stato fatto anche per Firenze. “Il perché hanno scelto questa zona è evidente a tutti: è vicina alla stazione, Bologna è una città di 80.000 studenti e di forte turismo”, ha sottolineato Merola.

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Il sindaco Merola visita il mercato di via Albani

La struttura avrà 300 camere e servizi, compresa “una bellissima cucina attrezzata, nel senso che tutti gli studenti che vorranno potranno farsi da mangiare da soli”, magari facendo la spesa “proprio al mercato di via Albani”, che il Comune punta a rendere più attrattiva anche con un piano di riqualificazione delle 32 attività commerciali presenti. Si tratta di “un modello di albergo in cui si spendono 300 euro per una camera doppia per un mese“, spiega sempre il primo cittadino.

Il progetto è già a buon punto: “Stiamo ragionando con loro sulle procedure urbanistiche”, afferma Merola, mentre la proprietà dell’edificio (un fondo immobiliare) e la catena di alberghi “fanno il rogito entro il 10 di questo mese“. Insomma “buone notizie”, esulta il sindaco, evidenziando che il progetto sull’ex Telecom dimostra come ci sia “molta attenzione su questa parte della città,  sta nascendo un nuovo quartiere ed e” una zona molto attrattiva per gli investimenti”.

L’edificio dell’ex Telecom era stato occupato da famiglie in difficoltà nel dicembre del 2014  e poi sgomberato lo scorso ottobre.

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Un momento dello sgombero dell’ex Telecom di via Fioravanti

Il comunicato di Social Log. Nell’annuncio del sindaco di Bologna, Virginio Merola, il collettivo Social log – protagonista dell’occupazione dell’ex Telecom – non ci vede nessuna buona nuova. Nell’ex stabile occupato da famiglie senza casa, “300 studenti potranno affittare una stanza al costo di 300 euro al mese”, ma “non gioiamo di questa notizia anzi vogliamo denunciare il carattere fortemente speculativo dell’operazione che dopo aver fatto trangugiare milioni di euro all’imprenditore scozzese darà alla città una struttura di cui non saprà che farsene”, manda a dire lo sportello per il diritto all’abitare che supporta le occupazioni. Social log dubita che si troveranno “nella Bologna dell’austerità 300 studenti pronti a spendere 300 euro al mese per una stanza in un complesso il cui confort è una cucina in comune. Chi può permettersi quelle cifre dorme già negli studentati di lusso appaltati a Cl”. E allora c’è da “giurarci che nel 2018 l’ex Telecom sarà un palazzo disabitato, le tasche del signor Mc Gregor e del fondo delle banche tedesche attualmente proprietario ben più gonfie, e ci sarà una corte di manager pronta ad accaparrarsi una nuova svendita e una nuova speculazione, e questo nella città in cui ogni anno ci sono più di 1.500 sfratti”.

Intanto una parte di chi è stato sgomberato dall’ex Telecom lo scorso ottobre e oggi vive al Galaxy “si ritrova ancora privo del diritto alla residenza subendo un trattamento discriminante, vessatorio e antigiuridico”. Per queste persone l’idea che l’ex Telecom diventi un hotel per studenti (e a pagamento) suona quindi come una “beffa”. A tutto questo Social log risponderà con “nuove iniziative di lotta per i prossimi giorni”.

Contro il progetto si scaglia anche il candidato sindaco di Coalizione Civica Federico Martelloni che giudica l’operazione solo un modo per far realizzare profitti al privato. Si tratta di stanze a “prezzi di mercato, e nemmeno l’ombra di una finalità sociale, di un accordo per calmierare i prezzi, di una qualche voce in capitolo dell’amministrazione sulla politica degli investimenti, anche privati, che si fanno in città, a maggior ragione se in tema di offerta abitativa” .

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