Alla Dozza i detenuti diventano registi. Ecco “Alla libertà piace nascondersi”

Bologna, 3 apr. – La libertà si nasconde “dietro ad un cancello o a delle sbarre, aspettando un giorno di essere sorpresa e abbracciata”. Sono le parole di Pasquale Acconciaioco a dar voce alla video-poesia Alla libertà piace nascondersi, diretta e girata da quindici detenuti all’interno del carcere Dozza di Bologna al termine del corso di cinema Ciakincarcere, avviato ad ottobre dell’anno scorso.

Ad organizzarlo, per il secondo anno consecutivo, i Documentaristi dell’Emilia-Romagna (D.E-R) in collaborazione con la Casa Circondariale della Dozza, che hanno trasmesso ai partecipanti gli elementi essenziali del linguaggio e dell’analisi del film.

Non solo un’occasione di integrazione tra culture e soggettività, dentro e fuori dal carcere, ma un vero e proprio laboratorio pratico, realizzato attraverso l’uso di telecamere digitali e programmi di montaggio professionali. I partecipanti al corso, che si conclude martedì 4 aprile, diventeranno poi la giuria d’eccezione della prossima edizione di Festival Cinevasioni, in programma dal 9 al 14 ottobre 2017. “Festival del cinema in carcere ma non sul carcere”, ha spiegato il direttore artistico e regista Filippo Vendemmiati (È stato morto un ragazzoMeno male è lunedì) ai microfoni di Radio Città del Capo, “una realtà unica in Italia e in Europa”, che trasforma la settima arte nella possibilità di immaginare un futuro anche fuori dal carcere.

L’intervista completa a Filippo Vendemmiati

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