Il leader dei Si Cobas arrestato per estorsione. Il sindacato: “Montatura della polizia”

Aldo Milani coordinatore nazionale sindacato Si Cobas

Aldo Milani in una conferenza del 2013

Bologna, 27 gen.- “Dateci 90 mila euro e noi calmeremo le proteste”. Questa, in sostanza, l’essenza dell’estorsione che Procura e Polizia di Modena contestano al coordinatore nazionale dei Si Cobas Aldo Milani e a Daniele Piccinini, consulente che stava mediando tra il sindacato di base e l’azienda Alcar Uno di Castelnuovo Rangone. In un video si vedono i due seduti al tavolo di trattativa mentre un uomo fuori inquadratura passa una busta a Piccinini. Secondo la polizia il video immortalerebbe la scena madre di un tentativo di estersione. Nella busta che compare nel filmato ci sarebbero stati 5 mila euro, la seconda rata di una richiesta complessiva di 90 mila euro.

Una ricostruzione che i Si Cobas respingono parlando di “montatura della polizia“. Il sindacato di base prende le distanze anche da Piccinini, l’uomo che ripreso da una telecamera nascosta intasca la busta, definendolo “esponente del mondo padronale” “forse legato alla stessa azienda” con cui il sindacato ha avviato un duro braccio di ferro sindacale a base di scioperi e picchetti.

Una versione, quella dei Si Cobas, che cozza con le accuse degli inquirenti, che in conferenza stampa in Questura a Modena hanno parlato di estorsione ai danni dell’amministratore delegato dell’azienda appartenente alla famiglia Levoni,  gruppo specializzato nella lavorazioni delle carni associato a Confindustria che ha denunciato tutto. L’inchiesta è stata condotta dalla squadra mobile modenese e coordinata dal sostituto procuratore Claudia Natalini. Il passaggio di denaro è stato interamente ripreso da alcune telecamere nascoste dalla polizia, mentre l’intera indagine, segnala il procuratore capo Lucia Musti, è stata portata avanti tramite numerose intercettazioni telefoniche e ambientali. Gli inquirenti, in questo senso, invitano ora altri imprenditori territoriali che potrebbero avere subito le stesse estorsioni a farsi avanti.

L’avvocato che difende Milani è Marina Prosperi. “Implicato nella vicenda c’è tale Piccinini – spiega Prosperi – una persona che non fa parte dei Si Cobas e non ha nessuno ruolo sindacale. Le immagini mostrano solo Piccinini ricevere qualcosa. L’audio (non prensente nel video diffuso dalla Polizia, ndr) aiuterà a chiarire la vicenda. Aldo Milani si proclama totalmente distante dalla vicenda che probabilmente implica quest’altra persona”.

Solidarietà. I due arrestati si trovano nel carcere di Modena, in Strada Sant’Anna, a disposizione dell’autorità giudiziaria: fuori, così come in altre città in Emilia-Romagna e non solo, si sono tenute manifestazioni di solidarietà a loro favore da parte degli stessi Si Cobas. “Il nostro coordinatore nazionale Aldo Milani è stato prelevato dalla Polizia, arrestato e tradotto nel carcere di Modena. È evidente che ci troviamo di fronte a una escalation repressiva senza precedenti”, si legge sul web.

La sigla di base dice di vederla così: “La sostanza è semplice: con l’arresto di Aldo Milani si vuol mettere definitivamente fuorilegge la libertà di sciopero. Proclamiamo quindi fin da ora la mobilitazione in tutti i luoghi di lavoro, e chiamiamo le reti di simpatizzanti e solidali a mobilitarsi nelle iniziative che nelle prossime ore saranno indette dal ”Si Cobas” contro la repressione e per la liberazione immediata di Aldo”.

“La Procura di Modena, già in passato molto attiva nella repressione delle lotte sociali sul territorio, parla addirittura di estorsione (il garantismo in questo paese è sempre a senso unico) e Milani è stato tratto in arresto con modalità più adatte all’antimafia, che a un contesto sindacale”. Questo un estratto del comunicato dell’area sindacale di minoranza della Cgil “Il sindacato è un’altra cosa”, comunicato che esprime solidarietà a Milani.

“In attesa che la vicenda specifica si chiarisca – si legge-, quello che ci interessa in questo momento è tutelare il patrimonio di lotte che si sono sviluppate nel mondo (infame) della logistica italiana e di cui il Si Cobas è stato ed è indiscutibilmente uno dei protagonisti. Quelle lotte, agite da migliaia di lavoratori in tutto il paese, rappresentano un fronte di avanzamento sociale e democratico nel quale ci riconosciamo pienamente”.

 La reazione di Cgil, Cisl e Uil. “I fatti di Modena ancora una volta evidenziano le distorsioni presenti nel settore della logistica che versa in uno stato di degrado”. È quanto denunciano Filt- Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, le tre sigle dei lavoratori della logistica puntano il dito contro “dinamiche distorte che denunciamo da anni e che inquinano l’intero settore e danneggiano i diritti e le condizioni dei lavoratori”. Antonio Mattioli, responsabile delle politiche contrattuali nella segreteria della Cgil dell’Emilia-Romagna, scandisce:”Certo è che, se le accuse fossero confermate, sarebbe indecente che sulle lotte dei lavoratori che operano negli appalti ci possano essere soggetti che lucrano sulle vertenze messe in campo per rivendicare l’applicazione dei contratti nazionali e l’applicazione delle norme vigenti”. Gli fa eco la segretaria della Cgil di Modena, Manuela Gozzi: “La notizia degli arresti conferma che molti lavoratori del distretto modenese delle carni sono stati sfruttati due volte: una prima volta nel sistema degli appalti, una seconda attraverso sindacati che avevano altri fini”.

Le dichiarazioni della politica. Anche dalle fila della politica arrivano condanne: “Occorre un impegno di tutte le Istituzioni a partire dal livello nazionale, per fissare regole puntuali per il rispetto del lavoro – dice il sindaco di Modena e presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli. Bene l’intervento della magistratura e delle Forze dell’ordine per assicurare il rispetto della legalita”. Le parole che usa Davide Baruffi, deputato del Pd e componente della commissione Lavoro della Camera, sono “sconcerto” e “allarme”. “Il sindacato non è questo. E grazie al cielo esiste ancora chi i lavoratori li difende davvero”. Così, infine, su Facebook il parlamentare dem di Modena, Matteo Richetti.

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