Ronchi: “Merola sempre più debole, la sinistra si unisca per governare”

Alberto RonchiBologna, 19 nov. – Tempo una settimana e Alberto Ronchi presenterà la sua associazione e il suo progetto per la città. Si chiamerà “Abitare Bologna” e sarà un “contributo” che Ronchi, impegnato nella costruzione di una lista unitaria anti-Pd a Bologna, offrirà a tutte le realtà interessate all’idea. Perché anche se in campo ci sono “diverse sensibilità” – Coalizione civica, assemblea Bonalè, Possibile, Sel e la Sinistra Italiana- le condizioni per arrivare ad una lista unitaria di sinistra per Ronchi “ci sono” e per questo “serve trovare una sintesi”, “un programma di governo comune”, e “creare un soggetto che sappia tenere le porte aperte perché i cambiamenti da qui alle elezioni potranno essere molti”. A cominciare da quello che sta succedendo a Roma con la nascita di Sinistra italiana, formazione che comprende Sel (in città ancora divisa sull’alleanza col Pd) e fuoriusciti dem in polemica con il nuovo corso renziano preso dal partito.

Ai microfoni di Radio Città del Capo Ronchi, ex assessore alla cultura silurato dal sindaco sullo sgombero di Atlantide, affronta a 360 gradi la situazione politica cittadina, da Merola (“che si è indebolito”) all’auto candidatura di Ilaria Giorgetti (“mi sembra che la destra sulla questione deciderà a Roma”), fino alle ipotesi di programma che “Abitare Bologna” offrirà alla futura lista unitaria della sinistra. Sulla nascita della lista unitaria, raggiona Ronchi, “non dobbiamo avere fretta, meglio metterci 10 giorni in più”, anche perché “ci sono realtà che devono correre perché sono partite in ritardo”. L’ex assessore frena su una sua eventuale candidatura alla guida della lista unitaria di sinistra. “Non credo, non lo so- lascia comunque in sospeso Ronchi- queste cose vanno discusse insieme, quando troveremo una sintesi. Il candidato sindaco deve essere di tutti, io rappresento solo una parte”. Poi l’elenco di alcuni punti programmatici che saranno contenuti nel documento Abitare Bologna.

Virginio Merola. Per Ronchi il sindaco di Bologna “è ostaggio del Pd” e “si è indebolito”, finendo per lasciare spazi ai centristi che anche sotto le Due Torri puntano a “spostare l’asse del Pd” verso il centro, riproponendo a Palazzo D’Accursio l’alleanza dem-Ncd che a Roma regge le sorti del Governo, a patto perà che i democratici cambino candidato sindaco.  Secondo Ronchi le notizie degli ultimi giorni su una possibile (e poi sistematicamente smentita) sostituzione del candidato sindaco da parte del suo stesso partito, sono “frutto del fatto che Merola si è indebolito rispetto alla ricandidatura- afferma Ronchi- perché ha accettato di non essere il sindaco di tutti i cittadini, ma ostaggio di un partito”. E “siccome il Pd non ha una linea definita, soprattutto su alcuni valori fondamentali come i diritti- continua Ronchi- è evidente che Merola si trova in difficolta”, perché il suo stesso partito apre delle discussioni”. Ma, punge l’ex assessore, “hanno fatto tutto loro, ha fatto tutto Virginio Merola. E adesso ne paga le conseguenze”. Non a caso, al centro sono in corso manovre per replicare anche a Bologna l’alleanza di Governo, mettendo da parte lo stesso Merola. Un’idea confermata di fatto, nei giorni scorsi, anche dalla portavoce nazionale Ncd, Valentina Castaldini, consigliera comunale a Bologna. “Dal suo punto di vista, Castaldini si muove con intelligenza- analizza Ronchi- è evidente che Ncd appoggia un certo tipo di Pd, quello contro l’estensione dei diritti, che non vuole leggi liberaldemocratiche sulla comunità lgbt e che ha posizioni vicine al centrodestra su immigrazione e rom”. Si tratta, ragiona l’ex assessore, della “componente che fa capo al consigliere regionale Giuseppe Paruolo che ha queste posizioni nel Pd e che con alcuni suoi esponenti non ha votato pezzi del bilancio” in Comune. Secondo Ronchi, dopo la vicenda di Atlantide e la sua cacciata da assessore alla Cultura, “è evidente che quella componente si è rafforzata” dentro al Pd. Per questo, “Castaldini vede che ci sono spazi per spostare l’asse su posizioni centriste. Ed è la dimostrazione dell’indebolimento del sindaco”. A questo, incalza Ronchi, si aggiunge un “continuo alternarsi di provvedimenti” da parte della Giunta. Insomma, attacca l’ex assessore, “questa città non ha una linea di governo in questo momento. All’inizio c’era”, ma poi il Pd ha iniziato a lavorare “continuamente per condizionare il sindaco. E le conseguenze le abbiamo viste”.

Abitare Bologna. Nel manifesto dell’associazione si parlerà di cultura, istruzione, diritti e doveri, mobilità, urbanistica e “infrastrutture verdi”, ma anche “spazi e tempi della città”.Tra le proposte di Ronchi, un “piano regolatore degli orari della citta”, che tenga presente anche dei giovani e degli studenti, perche” i residenti non possono essere gli unici ad avere voce in capitolo”. E poi, una massiccia “deregulation, perché la citta” è strozzata dalla burocrazia regolamentare”. L’ex assessore cita ad esempio il regolamento di Polizia urbana. “E’ tutto vietato quindi è tutto lecito- afferma Ronchi- e la discrezionalità è all’ordine del giorno”. E ancora: “Cosa serve un regolamento delle libere forme associative – attacca l’ex assessore- se c’é anche quello per la collaborazione civica? Per avere la discrezionalita” di fare accordi con alcune realtà e assegnare sedi per decenni “mentre altre devono fare bandi ogni tre anni”.

Ilaria Giorgetti. Dopo lo sgombero di Atlantide Ilaria Giorgetti ha “preso campo”, spiega Alberto Ronchi, e ora punta ad essere la candidata sindaco di tutto il centrodestra a Bologna. Ma tanto, “come sempre, decideranno tutto a Roma”. Ronchi boccia la proposta di Giorgetti di esporre il crocifisso nelle scuole come risposta agli attentati di Parigi (“Nelle scuole il crocifisso non ci dovrebbe essere mai, solo la foto del presidente della Repubblica”). E attacca. “Giorgetti adesso pensa di avere un ruolo da ministro dell’Istruzione o dell’Interno- sferza l’ex assessore- visto che è riuscita nella brillante impresa, anche grazie alle scelte del sindaco e del Pd, di trasformare un luogo vivo della città come era Atlantide in un luogo murato, in nome della legalità”. In altre parole, afferma Ronchi, “le hanno dato campo e lei prende campo”. Il centrodestra, è la previsione dell’ex assessore, “cercherà un candidato comune. Ma ho l’impressione che, come spesso avviene nel centrodestra, nel nome del rispetto dei cittadini decideranno tutto a Roma”.

 

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