Alberani (Legacoopsociali): “Bandi a prezzo bloccato invece di gare a ribasso”

Bologna, 11 sett. -Dal 2008 al 2016 la crisi ha colpito tutti i settori dell’economia, ma in questi anni quello della cooperazione sociale emiliano romagnola è riuscito a crescere e ad andare oltre la crisi. Come e perchè lo spiegano attraverso tre ricerche che hanno coinvolto 33 cooperative Alberto Alberani, responsabile dell’area welfare – cooperative sociali aderenti a Legacoop Emilia Romagna e Luciano Marangoni, ricercatore del centro studi legacoop, nel volume “Cooperazione sociale. Oltre la crisi”.

La cooperazione sociale come fenomeno imprenditoriale e sociale ha tenuto e anzi si è sviluppato – ha spiegato Alberani -. In questi stessi anni si è visto anche un ritrarsi del settore pubblico dalla gestione diretta dei servizi e questo ha sicuramente inciso. Il pubblico ha tenuto anche grazie ad un lavoro importante delle associazioni, sindacati, delle cooperative sociali e della Regione, ma se si vuole continuare a progettare insieme in modo innovativo bisogna continuare a farlo nella trasparenza, nella legalità e garantendo qualità dei servizi e del lavoro.

Ci sono nodi però ancora da affrontare, come la decurtazione dello stipendio dei lavoratori nel passaggio dalla gestione diretta del pubblico a quella delle cooperative sociali. “Abbiamo un fatturato che per l’80% è in rapporto al settore pubblico quindi – ha detto Alberani – è possibile arrivare ad una parificazione di salari con altri settori solo se l’amministrazione ne riconosce il valore”.  Ma non solo, anche quello delle gare al massimo ribasso, rimane un nodo da sciogliere: “Abbiamo fatto un lavoro molto importante con la Regione e ricercato le linee guida per permettere alle amministrazioni di realizzare appalti a prezzo bloccato – ha fatto presente -. Quindi le gare al massimo ribasso, se si vuole, si possono non fare. E’ un lavoro culturale da portare avanti”.

      ALBERTO ALBERANI

 

 

 

 

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