Alberani (Acer): “Chi occupa non avrà mai più l’appartamento”

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Bologna, 22 feb. – “Chi occupa è un fuorilegge, e quindi non ha diritto a niente. Non avrà mai l’appartamento. Deve passare l’idea che a Bologna non si occupa“. E’ questa la linea del nuovo presidente di Acer, Alessandro Alberani, che nelle prossime settimane sarà impegnato nella gestione delle operazioni che porteranno al completo svuotamento degli stabili Acer di via Gandusio. Palazzoni con 300 appartamenti, abitati solo per metà, che necessitano di un radicale intervento di manutenzione e per cui il Comune ha già ottenuto un cospicuo finanziamento di circa 7 milioni di euro. Soldi che saranno spendibili solo se il cantiere verrà iniziato prima di settembre. Da qui la fretta che il Comune e Acer hanno di arrivare, al più presto, allo svuotamento dello stabile.

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Nei circa 160 appartamenti abitati del complesso, “la stragrande maggioranza” è abitata da persone che “hanno diritto” e che verranno contattate da Acer per scegliere un’altra sistemazioni nei mesi del cantiere. “Chi vorrà poi tornare in via Gandusio potrà farlo ultimati i lavori” dice Alberani. “Se poi qualcuno vuole andare altrove faremo il possibile per accontentare le richieste”. L’intera operazione dovrebbe iniziare nelle prossime settimane con una campagna di ascolto: “Contatteremo tutti gli inquilini e ascolteremo le loro esigenze”. “Faremo mediazione sociale“. Con un’avvertenza: solo per “chi è lì dentro e ne ha diritto”. Lo ripete più volte il presidente: “Solo per chi ha effettivamente bisogno ed è in regola”. E gli altri? “Chi non ha diritto ed ha occupato deve lasciare l’alloggio” dice l’ex sindacalista. Insomma: “disponibilità”, dialogo e apertura, con chi “è in regola”, e “rigore”, cioè mano ferma e chiusura totale, verso chi occupa.

Alberani promette che la parola “sgombero” non farà più parte del vocabolario di Acer, anche se al contempo assicura che, in caso qualcuno degli appartamenti occupati (circa una decina, o poco più) non venisse liberato al momento della richiesta, l’intervento delle forze dell’ordine sarebbe inevitabile. “Si tratta di delinquenti che tolgono la casa a chi ne ha bisogno. Non sono un problema mio” dice Alberani. Per le situazioni più complesse (nello stabile sono state fatte alloggiare, con contratti a termine, anche persone in carico ai servizi sociali e che, una volta scaduto il contratto, sono rimaste nelle case, diventando occupanti senza titolo), comunque, assicura Alberani che ci saranno soluzioni. “Chi ha bisogno ed è in condizioni di emergenza abitativa, potrà iscriversi all’apposita lista”.

Il presidente di Acer lancia anche un avvertimento agli attivisti dell’associazione Pugno Chiuso, attiva da tempo in via Gandusio e che si dice pronta a resistere a qualsiasi ipotesi di sfratto degli attuali inquilini, occupanti e non. Alberani non li cita espressamente, ma è facile ipotizzare che la frase “se qualcuno fomenta gli abitanti raccontando balle, poi ci sono altri strumenti come le querele” sia rivolta agli attivisti di Pugno chiuso. “La mia linea sarà mano aperta, non pugno chiuso. Mano aperta con chi è in regola” chiosa Alberani.

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