Digitali ma non abbastanza. Parte l’agenda digitale dell’Emilia Romagna

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Bologna, 5 ott. – L’Emilia Romagna è una delle regioni più digitalizzate d’italia, ma siamo ancora lontani dagli obiettivi europei. Giovedì 1 ottobre in Regione si è aperta la costituente dell’agenda digitale dell’Emilia Romagna. Si apre ora un periodo di convegni e workshop che poterà alla definizione dei prossimi obiettivi: dal miglioramento delle infrastrutture della banda larga all’accesso ai dati e ai servizi online.  Il presidente della regione Stefano Bonaccini ha promesso per il futuro un hotspot wifi ogni 1000 abitanti.

“E’ verosimile pensare che l’Agenda digitale svilupperà investimenti per almeno 200 milioni di euro” ha dichiarato l’assessore alle infrastrutture Raffaele Donini.
“Sappiamo – ha aggiunto Donini – che la diffusione di internet nella società produce effetti positivi su Pil e occupazione. Parliamo di un effetto che può arrivare a un punto e mezzo di Pil e un +1,45% di occupazione giovanile a fronte di un aumento del 10% di diffusione di internet. Il 2025 offrirà tecnologie e servizi web che oggi non possiamo immaginare. Il territorio e la popolazione dell’Emilia-Romagna devono però essere preparati a tutto questo affinché ne siano accentuate le opportunità e siano gestiti rischi e limiti”.

Nell’ultimo anno il 39% dei cittadini della regione ha fatto acquisti online mentre il 42% ha usato l’home banking. Un utilizzo ancora più ampio hanno i social network (54%). Ma il gap rispetto agli standard europei c’è soprattutto nei rapporti con la pubblica amministrazione. Solo il 24% dei cittadini si rapporta con gli enti pubblici usando il web e appena l’11% invia moduli online. L’obiettivo europeo è del 25%. Lorenzo Broccoli, direttore generale dei Sistemi informativi della Regione, ci ha spiegato questi dati e i progetti, come Pane e Internet, che la Regione ha in campo per ridurre il digital divide.
Per fare l’agenda digitale europea però l’amministrazione pubblica non basta e la Regione lancia l’invito ai privati. Ne abbiamo parlato con Dimitri Tartari del gruppo di lavoro per l’attuazione dell’Agenda Digitale regionale.
A dare la spinta verso una maggiore digitalizzazione e trasparenza in molti casi sono i cittadini stessi. Un caso emblematico sugli open data ci arriva da Ferrara dove è nato il primo Laboratorio sul riuso dei dati aperti di sanità e sociale. Ce ne ha parlato la responsabile Barbara Curcio Rubertini (Agenzia sanitaria e sociale regionale).

 

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