Afterhours ad Area51

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Nati ufficialmente a Milano nel 1986, da un’idea del prolifico e inarrivabile Manuel Agnelli (leader indiscusso e voce del gruppo), gli Afterhours nel corso del tempo si sono plasmati così meravigliosamente come li possiamo apprezzare adesso andando inevitabilmente incontro a numerosi cambi di scelte stilistiche (nei primissimi lavori i cantati erano in lingua inglese) e di line-up: da qui in poi, infatti, avrebbero gettato le basi, in maniera sempre costante e continua, per la realizzazione di album e brani epocali che sarebbero entrati per sempre nella nostra memoria storica collettiva per non doverne uscire mai più.

La puntata è dedicata soprattutto alla vera novità che riguarda la band: l’uscita di Folfiri o Folfox (2016, Universal) disco della settimana su Radio Città del Capo per la trasmissione Maps). Si tratta di un doppio album, composto da ben 18 tracce, che si muove su delle coordinate a livello sonoro e contenutistico inedite e, diremmo, sperimentali. In questo senso c’è da sottolineare innanzitutto, per quel che riguarda la presenza massiccia di perizia tecnica e soluzioni strumentali di un certo rilievo, il peso specifico apportato dalla line-up stellare con cui il lavoro è stato suonato, registrato e prodotto: una formazione da sogno capitanata ovviamente da Manuel Agnelli (voce, chitarra e tastiere) dove figurano delle vere e proprie eccellenze della musica indie come Xabier Iriondo (chitarre, già pilastro della band negli indimenticabili album degli anni 90), Roberto Dell’Era (basso, autorevole cantautore milanese) Rodrigo D’Erasmo (violino, uno dei più richiesti polistrumentisti italiani), Fabio Rondanini (batteria, già nei Calibro 35, in sostituzione dello storico batterista Giorgio Prette) e Stefano Pilia (chitarra, già Massimo Volume e In Zaire).

Un lavoro non certo immediato in quanto spigoloso e umorale, dal taglio ricercato e sperimentale, molto intimo e personale; in realtà soltanto all’apparenza poiché il suo grande pregio è quello di riuscire a coinvolgere l’ascoltatore a prescindere dal fatto che abbia, suo malgrado, condiviso o meno situazioni simili, suscitandogli interesse nella continua ricerca di chiavi di lettura e rendendolo quanto meno complice. Gli Afterhours si riconfermano, qualora ce ne fosse ancora bisogno (ma di sicuro ce n’è tanto!) l’unica vera band del panorama rock italiano in grado di carpire ed estrapolare ogni volta e in qualunque modo la vera essenza dell’indie.

Videoclip “Non voglio ritrovare il tuo nome”:

 

http://www.radiocittadelcapo.it/programmi/area-51/

http://areablog51.wordpress.com/

https://www.facebook.com/area51ILprogrammaradiofonico

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