Adozioni gay. Paruolo: “Non sono un diritto”

Bologna, 14 feb. – “Non credo sia un tema da diritti civili”: Giuseppe Paruolo, consigliere regionale del Partito Democratico spiega così il suo auspicio che il ddl Cirinnà passi senza la stepchild adoption. Paruolo ricorda che nel 2007 era favorevole ai Dico, ma secondo il democratico le adozioni “non sono temi di diritti individuali ma dei diritti dei bambini”, introduce il tema della gestazione per altri parlando di “sfruttamento”, “schiavitù della donna” e facendo un parallelo con la vendita degli organi. “Il desiderio di avere un figlio non può essere un lasciapassare” ribadisce Paruolo, pur dando la sua solidarietà al compagno di partito Sergio Lo Giudice, insultato in Aula dal senatore Gasparri.

Ospite a Bologna Vota Paruolo ha parlato anche della vicenda del Passante Nord, opera da lui criticata fin dal 2013. La via indicata dall’attuale amministrazione, quella di potenziare l’attuale percorso di autostrada e tangenziale, è per il consigliere quella migliore. La differenza del costo delle due opere potrà permettere di risolvere le criticità ambientali, costruendo anche, propone Paruolo, “gallerie per l’attraversamento nella zona di San Donnino”.

Guardando verso Bologna, l’amministrazione Merola e l’operato dell’assessore Amelia Frascaroli, Paruolo parla di “sbavature” riguardo alla questione casa e a come sono state affrontate le occupazioni abitative in città. “L’importante è lavorare senza nascondere punti di vista di verso ma mettendo il bene comune al di sopra di tutto, io cerco di farlo, sono convinto che anche Amelia cercherà di farlo” dice Paruolo. Sulle occupazioni il consigliere dem critica i collettivi arrivando a fare un velato paragone con la criminalità organizzata: “Non possiamo accettare che ci sia gente che fa politica chiamando qui gente ad occupare”, “libere dalla schiavitù di occupare sotto la regia di qualcuno”, “in altre zone d’Italia queste cose vengono svolte dai collettivi, ma da altre formazioni non esattamente politiche e non esattamente legali”.

Colonna sonora scelta da Giuseppe Paruolo:

A muso duro” di Pierangelo Bertoli. “Bisogna avere il coraggio di portare avanti con fermezza le proprie idee” per Paruolo che ricorda come questa canzone sia stata anche cantata nel concertone dopo il terremoto del 2012.

Si può fare di più“, nella versione “Morandi Ruggeri Tozzi”. Perché “il Pd è già un’idea, partito moderno che rompa steccati e faccia dialogare persone che erano in steccati diversi. Si può fare di più in termine di coerenza”.

La mia città” di Luca Carboni. “L’amore per questa città che ha bisogno di uscire da un certo consociativismo e conservatorismo” per Paruolo.

 

 

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