Acqua pubblica. In forse la ripubblicizzazione di Reggio Emilia. Insorgono i referendari

acqua pubblicaReggio Emilia, 11 giu. – La direzione provinciale del Pd di Reggio Emilia boccia il processo di ripubblicizzazione dell’acqua. Partito dopo il referendum del 2011, l’iter guidato dai sindaci del territorio e dall’assessore all’ambiente di Reggio Tutino ha portato alla stesura di un piano economico che prevede il passaggio della gestione del ciclo idrico da Iren, la multiutily uscente, ad una società 100% pubblica. Il coronamento del referendum del 2011 insomma, e per giunta guidato dai democratici locali visto che lo stesso Tutino e la stragrande maggioranza dei sindaci del territorio hanno in tasca la tessera Pd. Un progetto che però per il la direzione del Pd di Reggio non è sostenibile economicamente.

“I numeri messi in evidenza nello studio di fattibilità  intrecciati con questo contesto normativo nazionale – si legge nel documento dei democratici – mettono potenzialmente a repentaglio l’equilibrio economico-finanziario di numerosi Comuni già ad oggi espropriati della propria autonomia di bilancio. Un blocco simultaneo di diversi enti avrebbe conseguenze sociali e sui servizi inimmaginabili, a partire da coloro che oggi hanno più bisogno di aiuto”. E’ proprio per le conseguenze definite “inimmaginabili” che il Pd di Reggio ha chiesto ai sindaci, che sulla questione hanno l’ultima parola, di “individuare un’altra soluzione tecnica” anche attraverso “opportuni strumenti societari”. Che per chi se intende significa solo una cosa: gara a doppio oggetto, addio alla società 100% pubblica, via libera ad una spa mista pubblico-privato, archiviazione definitiva del referendum del 2011, eventualmente anche un ritorno di Iren.

Un’eventualità che ha mandato su tutte le furie i Comitati acqua bene comune di tutta la regione. “Da settimane – recita un comunicato – circolano ad arte numeri falsi e strumentali, mai sottoposti a un pubblico confronto, propedeutici a questa decisione, con la quale  il Pd diventa esplicitamente il partito di Confindustria, Federutility e Iren”. E’ così, contro lo “schiaffo alla democrazia e all’intelligenza”, per sabato 13 è stata lanciata una manifestazione (aderisce anche Sel) che si trasformerà in una acampada alla spagnola. Tende saranno montate sotto il Comune di Reggio e lì i manifestenti resteranno fino a lunedì, quando incalzeranno giunta e consiglieri comunali e chiederanno alla politica di prendere una posizione chiara sull’argomento. Perché se è vero che i Comuni dovranno dare l’ok al piano di ripubblicizzazione entro luglio, è anche vero che a fare la parte del leone, per questioni legate al peso della quota azionaria, sarà il Comune di Reggio Emilia.

La consigliera regionale Pd Silvia Prodi chiede il rispetto del mandato referendario, anche e se necessario trovando “uno strumento politico”. Ad esempio “potremmo pensare di dare la parola nuovamente ai cittadini per dare più vigore a questa scelta che politicamente per alcuni è impegnativa ma che per noi è strategica”.

      PP

Per il bolognese Andrea Caselli (Comitati acqua bene comune) si tratta di “una vicenda gravissima in cui il Pd entra piè pari. Si tratta di uno sgambetto fatto probabilmente su suggerimento di Iren e Federutility”.

      caselli reggio 2 min

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