Aborti in calo, e in Emilia Romagna diminuiscono anche i medici obiettori

Foto di Antonella Beccaria (Flickr CC) Bologna, 10 nov. – Diminuiscono gli aborti in Emilia-Romagna ma calano anche (ed è forse la prima volta) i medici obiettori di coscienza, anche se restano la maggioranza. Lo certifica la relazione sulle interruzioni volontarie di gravidanza presentata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al Parlamento pochi giorni fa. Il report contiene i dati preliminari 2014 e quelli definitivi sul 2013, gli ultimi disponibili. In Emilia-Romagna l’anno scorso si sono registrati 8.473 aborti volontari, il 7,5% in meno rispetto al 2013 (furono 9.161). Il tasso di abortività ogni mille donne tra i 15 e i 49 anni scende dunque, nel 2014, a 8,8 contro i 9,6 nel 2013 (-8%, il 61,4% in meno rispetto a 30 anni fa). Anche il rapporto di abortività, ogni mille nati vivi, scende del 4,1%: da 243 nel 2013 a 233 nel 2014.

Il calo degli aborti in Emilia-Romagna segue il trend nazionale: per la prima volta in Italia, nel 2014 si è scesi sotto il tetto delle 100.000 interruzioni volontarie di gravidanza. In controtendenza, invece, la diminuzione dei medici obiettori. A livello nazionale, infatti, tra il 2006 e il 2013 si registra un lieve aumento, mentre in Emilia-Romagna nello stesso periodo si assiste a un netto calo: dal 53,5% al 51,8%. Negli ultimi otto anni, inoltre, il servizio Ivg è migliorato dal punto di vista dei tempi di attesa. Aumentano infatti dal 56,8% al 73,7% le donne che aspettano meno di 14 giorni tra il rilascio del certificato e l’intervento, mentre scendono dall’11,1% al 4,8% le donne che aspettano più a lungo. L’aborto in Emilia-Romagna si pratica nel 75% delle strutture ed è una delle poche Regioni italiane, insieme a Umbria e Toscana, dove i punti Ivg (quattro ogni 100.000 donne) sono di più rispetto ai punti nascita (tre ogni 100.000 donne).

Secondo la relazione del ministero della Salute, la percentuale degli aborti oltre la 12esima settimana di gestazione è del 3,9% in Emilia-Romagna, meno che nel resto d’Italia (4,2%). In aumento in tutta Italia l’aborto farmacologico, anche se il ricorso alla Ru486 varia di molto tra regione e regione, sia per quanto riguarda gli interventi sia per quanto riguarda il numero di strutture. In Emilia-Romagna, l’aborto medico rappresenta il 21,8% delle Ivg, dietro solo a Piemonte (23,3%), Valle d”Aosta (27%) e Liguria (30,5%). A livello nazionale, inoltre, è confermata la tendenza all’aumento del ricorso alla procedura d’urgenza, avvenuto nel 13,4% dei casi nel 2013: l’Emilia-Romagna ha percentuali superiori alla media col 19,6%. Infine, in regione risultano molto utilizzati i consultori familiari, che hanno rilasciato più documenti e certificazioni (67,3%) degli altri servizi (la media nazionale è del 41,6%). A livello nazionale, le Ivg si attestano a 97.535 nel 2014, in calo del 5,1% rispetto all”anno prima (105.750 casi in meno). Si conferma stabile il dato degli aborti praticati da donne straniere (il 34% del totale), con un tasso di abortività del 19 per mille. Fra le minorenni, il tasso di abortività è del 4,1 per mille, uno dei valori più bassi rispetto agli altri Paesi occidentali. Resta costante inoltre, ed è la più bassa a livello internazionale, la percentuale di aborti ripetuti: nel 2013 il 26,8% delle Ivg è stato effettuato da donne con una precedente esperienza abortiva (agenzia Dire).

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