Abbonamento bici-treno. “Serve l’intervento della politica”

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photo credit: h0tgrits via Photopin CC BY

Bologna, 2 gen. – Sarà Raffaele Donini, neoassessore ai trasporti dell’Emilia Romagna, a doversi occupare della cancellazione dell’abbonamento per il trasporto delle bici sul treno. La notizia del mancato rinnovo è emersa grazie alla denuncia di Sara Poluzzi, pendolare Bologna-Imola e da 8 anni abbonata a Trenitalia, con il supplemento per il trasporto bici. Ora dovrebbe pagare 3,50 euro al giorno.

“Già dal 2011 ci hanno anticipato che queste convenzioni dovevano essere tolte” racconta ai nostri microfoni Giacomo Scognamiglio, responsabile dei rapporti con Trenitalia per la Fiab. Il motivo dichiarato è quello di un aggiornamento del sistema.
Servirebbe un maggiore protagonismo della politica, ma Scognamiglio commenta: “Dalla Regione non sono molto disponibili”. Il riferimento è agli ultimi mesi, probabilmente a causa del cambio di legislatura. Ora il ruolo del neoassessore quindi diventerebbe essenziale per riportare in Emilia Romagna una convenzione che valorizza chi sceglie un tipo di trasporto ecosostenibile (Sara nei suoi 8 anni ha risparmiato alla Terra 3,8 tonnellate di CO2).

Gli esempi europei non mancano, mentre “in Italia siamo ancora all’anno zero, i treni per i pendolari sono affollatissimi e spesso il capotreno comunica che per le bici non c’è spazio” denuncia Scognamiglio. Eppure le convenzioni regionali fatte in queste anni non mancano e sono l’una diversa dall’altra. In Puglia, spiega Scognamiglio, il supplemento bici è gratuito, quello siciliano è più economico di quello (cancellato) dell’Emilia Romagna.
Un passo avanti sarebbe un abbonamento unico nazionale: “E’ la nostra prossima battaglia” promette Scognamiglio che sottolinea che “la bici pieghevole può essere una scelta personale ma non la soluzione”.

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