A settembre per la Cgil 5 mila posti di lavoro a rischio

Bologna, 5 ago. – Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Cisl, anche la Cgil di Bologna oggi mette in guardia da un mercato del lavoro che non tira più.  Tant’è vero che secondo il segretario provinciale della Camera del lavoro, Maurizio Lunghi, “rischiamo a settembre prossimo un incremento della disoccupazione, dovuto alla perdita del lavoro di coloro che oggi sono in cassa integrazione e operano in aziende che non vedono crescita o ripresa all’orizzonte”. Numeri alla mano, “parliamo di una cinquantina di imprese del comparto industriale, per circa 5.000 lavoratori interessati“. Un plotone che si andrebbe a sommare ai “circa 8.000 lavoratori che nel 2015 sono stati collocati in mobilità e quindi in disoccupazione”. Senza contare che a Bologna ci sono più di 24.000 disoccupati sopra i 45 anni. Già in aprile, ricorda Lunghi, il sindacato avvertiva dal pericolo di un “intreccio pericoloso, dovuto al combinato disposto da un lato dell’esaurimento della copertura degli ammortizzatori sociali e dell’altro della scarsa ricettività del mercato del lavoro”. Perchè a Bologna, tolti i settori del packaging e dell’automotive ed eccezioni come Philips Morris e Yoox, “il resto del tessuto produttivo non cresce e non riesce ad assorbire, in termini sensibili, la manodopera espulsa negli ultimi anni”. L’elenco delle anziende in crisi è lungo: Stampa Group, Breda Menarini, Demm, Coop costruzioni, Selcomm, i lavoratori della Fiera. Nel 2016 inoltre la cassa integrazione straordinaria è aumentata del 25% rispetto all’anno precedente. Per questo il sindacato di Camusso chiede al governo di “invertire la rotta” sulle politiche per il lavoro, e agli enti locali di spingere sulle grandi opere.

Sulla questione abbiamo intervistato il segretario della Cisl Alessandro Alberani e il giurista e consigliere regionale dell’Altra ER Piergiovanni Alleva.

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