A scuola vaccinati. A pochi giorni dalla scadenza “le famiglie non sanno che fare”

Bologna, 4 sett. – Sarà questa la settimana più intensa per le segreterie scolastiche: l’11 settembre è infatti il termine ultimo per presentare la documentazione sullo stato vaccinale dei bambini iscritti alle scuole dell’infanzia. Ma “le famiglie si stanno ancora organizzando e in alcuni casi stanno aspettando il documento della Ausl”, spiega Filomena Massaro, preside delle Viscardi, 145 alunni contando solo le scuole d’infanzia. In Emilia-Romagna, infatti, i genitori dei bambini dai 3 ai 6 anni dovevano ricevere entro inizio settembre una comunicazione dell’Azienda Usl per poter consegnare il ‘curriculum vaccinale’ alle scuole. All’Istituto Comprensivo 12 di Bologna però non ha ancora consegnato “la maggioranza delle famiglie” e questa si preannuncia come “la settimana clou”. 

Previste quindi “operazioni di promemoria, in particolare per le famiglie non italofone” quindi “quelle che hanno più difficoltà nella traduzione”. Ogni istituto, secondo Massaro, dovrà probabilmente intervenire in modo diretto per venire in aiuto alle famiglie con difficoltà di comunicazione linguistica. “Sicuramente un aggravio” per le segreterie scolastiche, conferma Massaro, che in questo settembre si trovano a dover fronteggiare i consueti “oneri di inizio anno”, uniti alle difficoltà date dal fatto di non essere ancora al completo.

      Filomena Massaro, preside scuole Viscardi

Complessivamente per le restanti fasce d’età, in Emilia-Romagna, i genitori dei bambini 0-3 già iscritti ai nidi non dovranno presentare alcuna documentazione, perché esiste già la legge regionale dal 2016. Mentre per coloro che frequentano la scuola dell’obbligo, dalla prima elementare fino ai 16 anni, il termine per la presentazione del certificato vaccinale è il 31 ottobre. E per agevolare le pratiche, è arrivato il via libera del Garante della privacy per autorizzare la spedizione, dalle scuole all’Ausl, degli elenchi degli studenti iscritti, così da permettere all’Ausl di verificare lo stato vaccinale. Laddove lo stato vaccinale non risulti in regola rispetto all’età, le famiglie riceveranno gli appuntamenti per le vaccinazioni.

 

Una misura non sufficiente, secondo Arturo Cosentino, segretario generale Cisl scuola area metropolitana bolognese. “Inutile che si aprano tavoli sulla semplificazione – spiega -, se poi si continuano a caricare di altri compiti le scuole, oltretutto legati a competenze rientranti nell’ambito sanitario più che in quello dell’istruzione”. A questo Cosentino aggiunge il fatto che “certificazioni e autocertificazioni andranno poi controllate e verificate, non si sa con quali competenze, da parte del personale scolastico”. Personale che “si è già sobbarcato nei mesi estivi notevoli incombenze”.

      Arturo Cosentino, Cisl Scuola

“L’applicazione di questa legge scarica sulle segreterie delle scuole un’incombenza che invece non è squisitamente scolastica”, continua poi Susi Bagni, segretaria di categoria Flc Cgil di Bologna. Questo nonostante l’accordo stipulato tra Usr e Regione. “Per le segreterie delle scuole bisognerebbe investire sul personale, sulla formazione, sulla possibilità di sistemare i sistemi informatici che rallentano un’attività già oberata di suo”, aggiunge Bagni.

Proprio Flc Cgil e Cisl Scuola sono state tra le firmatarie di un comunicato unitario, emanato al termine di un incontro svoltosi al Miur il 31 agosto scorso, nel quale le organizzazioni sindacali della scuola hanno confermato il loro giudizio negativo sulle modalità applicative della legge. Tra le varie ragioni, anche la scelta di porre le vaccinazioni come requisito per l’accesso ai nidi e alle materne. Per cui, se non vaccinati, i bambini da 0 a 6 anni non potranno andare a scuola. “Impedire di frequentare ai bambini  le cui famiglie hanno deciso di optare per una scelta diversa – commenta Bagni -, rappresenta un problema. Perché il settore della scuola dell’infanzia è un segmento dell’istruzione importantissimo”.

      Susi Bagni, Flt Cgil

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