A Ravenna la Digos ferma un presunto “foreign fighter”

Bologna 22 apr.- Ha 27 anni, è di nazionalità tunisina ed è sposato con una donna italiana. Le Digos di Bologna e Ravenna, coordinate dalla direzione centrale della Polizia di Prevenzione, l’hanno fermato nella notte a Ravenna. Noussair Louati sarebbe un foreign fighter che voleva partire per la Siria per andare a combattere con l’Isis. E’ in stato di fermo di indiziato di delitto sulla base delle nuove norme anti terrorismo che puniscono chi si arruola per combattere all’estero e ne impediscono di fatto la partenza. Esulta il ministro dell’Interno Angelino Alfano: “E’ la prima applicazione della nuova norma, lavoro prezioso delle Digos coordinate egregiamente dalla magistratura felsinea”. L’uomo si trova nel carcere di Ravenna e la convalida del fermo avverrà a breve davanti al Gip ravennate Rossella Materia e al Pm Cristina D’Aniello.

I pm Antonella Scandellari e Antonello Gustapane accusano Louati sulla base degli articoli 270 quater comma due e 270 sexies del codice penale frutto del decreto convertito in legge solo alcuni giorni fa e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Louati è stato monitorato a partire da febbraio di quest’anno, secondo le indagini avrebbe intrattenuto rapporti tramite Facebook con combattenti jihadisti in Siria in particolare con Abou Jihad Asba che si trovava nel campo profughi di Yarmouk.

Louati aveva acquistato un biglietto di sola andata per la Turchia dall’aeroporto di Bergamo, doveva partire il 26 marzo ma non ce l’ha fatta perchè non gli è stato rilasciato il passaporto. Negli ultimi giorni si stava organizzando per partire per la Germania e raggiungere la Siria da lì; per raccogliere fondi le indagini avrebbero evidenziato che aveva anche spacciato sostanze stupefacenti. Tra le frasi intercettate dagli inquirenti ci sarebbe anche: “Sto arrivando, se Allah lo vuole. Voglio fare la jihad per Allah”.

La polizia di Stato lo seguiva da quando lo scorso 11 febbraioera andato fino al centro culturale islamico di viale Jenner a Milano per cercare, invano, un contatto per arruolarsi il prima possibile.
L’uomo ha precedenti di polizia per droga e secondo un’intercettazione riportata nell’ordinanza del fermo, emesso per il pericolo di fuga, lo spaccio è un aspetto determinante nella sua presunta attività di foreign fighter. In particolare due giorni fa alle 20.07, intercettato a telefono, Louati aveva spiegato che stava lavorando in questo ambito per “mettere dei soldi da parte per partire” e che era riuscito “a mettere da parte 40 euro”; aveva aggiunto che il costo del viaggio sarebbe stato “di 89 euro partendo da Milano con arrivo ad Amburgo”, precisando che gli “servivano i soldi del viaggio da Ravenna a Milano” e che sarebbe andato prima a Bologna per poi raggiungere il capoluogo lombardo con un Frecciarossa. Su Louati era stato in passato aperto anche un procedimento per maltrattamenti poi archiviato.
Non solo le intercettazioni, ma anche l’esame delle chat e soprattutto quello di Facebook hanno consentito alla polizia ravennate di raccogliere elementi utili al fermo. Il giovane tunisino sul suo profilo Fb usava una sua foto con una maglietta nera con scritte bianche – i colori dell’Is – e la frase: “Non ci distruggeranno, noi siamo la Umma di Maometto”.
C’è anche il riferimento al suo viaggio milanese per cercare sovvenzioni all’espatrio: “Nella moschea di Milano l’imam egiziano stava chiamando la polizia giuro. Gli ho detto se mi dava un mano per comperare il biglietto. Giuro che mi hanno tirato via dalla moschea e stavano chiamando la polizia”.

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