A Bologna polemiche sugli accertatori sui bus

Bologna, 2 mag. – Il controllore donna che ha ‘perquisito’ su un autobus a Bologna una 13enne senza titolo di viaggio, controllando quello che aveva dentro due borse, non è una dipendente di Tper, ma di una società esterna di Modena che lavora per l’azienda di Trasporto passeggeri Emilia-Romagna. Per questo motivo la Procura di Bologna sta valutando se la donna, che ha agito da sola, avesse il titolo giuridico per intervenire. “E’ un aspetto che la Procura approfondirà”, ha spiegato il procuratore aggiunto e addetto ai rapporti con la stampa, Valter Giovannini. La vicenda era stata denunciata ai carabinieri dalla madre di una ragazzina di origine statunitense ma residente in città. Il fatto è successo il pomeriggio del 9 settembre 2014 sulla linea 13. Sono comunque parecchie le segnalazioni fatte a Bologna dai cittadini alle forze dell’ordine, che lamentano comportamenti ritenuti ‘sbrigativi’ nei confronti dei passeggeri. Viceversa numerose le denunce e segnalazioni contro gli utenti e le chiamate alle forze dell’ordine per chiedere un supporto nel caso in cui i passeggeri siano senza documenti: da gennaio a fine settembre 2014 infatti sono stati circa 300 gli interventi da parte di polizia e carabinieri su richiesta degli accertatori.
Il controllore donna che ha ‘perquisito’ su un autobus a Bologna una 13enne senza titolo di viaggio è indagata dalla Procura di Bologna per violenza privata e perquisizione arbitraria. La donna lavora per una società di Modena esterna a Tper, la società di trasporto pubblico. I magistrati stanno valutando se il controllore avesse il titolo giuridico per intervenire. I fatti risalgano al settembre scorso e sono stati denunciati dalla madre della bimba, di origine statunitense. (ANSA)

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