A Bologna inaugurato il Memoriale della Shoah

memoriale shoah foto simone gamberiniBologna, 27 gen. – Oggi Giorno della memoria con iniziative e eventi in tutta la Regione. La scelta è caduta sul 27 gennaio perché 71 anni fa, il 27 gennaio 1945, l’esercito sovietico entrò nel campo di concentramento di Auschwitz. Quella giornata è stata scelta per ricordare la Shoah e le persecuzioni e uccisioni non solo degli ebrei, ma degli omosessuali, dei rom, dei malati mentali.

In vari punti della città sono state deposte corone di fiori come è avvenuto poco da nel giardini di villa Cassarini per ricordare le vittime omosessuali. Alle 17.30 è stato inaugurato il Memoriale della Shoah nella nuova piazza tra via Matteotti e via de Carracci, sopra la stazione dell’alta velocità. Due blocchi d’acciaio di 10 metri che si fronteggiano e convergono l’uno verso l’altro, fino a delimitare una fessura larga appena per far passare una persona. ai lati orbite vuote si ripetono in maniera ossessiva e rappresentano le celle dei deportati.

Un memoriale in ricordo della Shoah ma, allo stesso tempo, “un fronte aperto per ricordare tutte le vittime dei genocidi del XX secolo”. Con queste parole il presidente della Comunità ebraica di Bologna, Daniele De Paz, ha inaugurato questo pomeriggio il monumento che ricorda il genocidio degli ebrei per mano nazista. Ogni cella del monumento “contiene una storia che deve essere ascoltata- sottolinea De Paz- attraversandola”. Ma com’è il passaggio? “E’ tosto”, ammette il sindaco Virginio Merola, che ha tenuto a battesimo il Memoriale. “Sono orgoglioso di essere il sindaco della città che per prima ha realizzato questo Memoriale”, afferma Merola, che invita i tanti cittadini presenti a “trasformare la memoria in impegno civico, per dire no al razzismo, alla xenofobia e ai rigurgiti di nazionalismo”. Un impegno civico “fatto di piccoli gesti quotidiani”.

Un monumento importante, ha detto il presidente della regione Stefano Bonaccini

Questa mattina in piazza del Nettuno c’è la deposizione di corone alle lapidi dei martiri da parte degli ex-deportati e degli ex internati.
Nel 2011 abbiamo intervistato Armando Gasiani, ex deportato politico venne rinchiuso nel campo di Mauthausen in Austria.

Intitolare la curva San Luca dello stadio Dall’Ara di Bologna ad Arpad Weisz, uno degli allenatori più vincenti del calcio degli anni ’30, morto ad Auschwitz. E’ la proposta raccolta dal Comune di Bologna, che la sottoporrà al Consiglio Comunale. Lo hanno annunciato il sindaco di Bologna Virginio Merola, e l’assessore allo sport, Luca Rizzo Nervo, accogliendo la richiesta arrivata dagli studenti della scuola Guinizelli

Ma è soprattutto la presenza dei rappresentanti delle tre grandi religioni monoteistiche a dare il senso di questa giornata, iniziata con la polemica sollevata dal rabbino capo di Bologna, Alberto Sermoneta, per l’assenza dei rappresentanti della Curia questa mattina in sinagoga e dell’arcivescovo Matteo Maria Zuppi all’inaugurazione del Memoriale nel pomeriggio. Incidente poi rientrato, grazie alla telefonata di chiarimento tra vescovo, impegnato con la Cei a Roma, e rabbino.

“Oggi sono molto deluso – ha detto in mattinata Rabbino capo della Comunità ebraica di Bologna, Alberto Sermoneta -perché non ho visto un solo rappresentante della Chiesa ufficiale di Bologna Noi abbiamo esteso gli inviti della giornata anche a loro, ma chi sente queste cose nel profondo del cuore non ha bisogno di inviti”. Con queste parole Sermoneta ha lamentato con i cronisti l’assenza di rappresentanti della Curia bolognese alle celebrazioni in sinagoga per la ‘Giornata della Memoria’ della Shoah. Il vescovo ausiliare emerito Ernesto Vecchi ha invece risposto così: “Io sono in pensione, ma se mi avessero invitato ci sarei anche andato. Non credo che sia un’assenza contro. L’arcivescovo è a Roma. Sermoneta è noto per le sue polemiche e credo che non ci sia ragion d’essere per questa cosa. Forse, ha perso anche lui un’occasione per star zitto”. “Zuppi mi ha cercato e spiegato il perché della sua assenza”, ha poi aggiunto Sermoneta specificando che gli altri invitati però “potevano venire”. Ma l’incidente è rientrato e i nostri rapporti sono ottimi”, ha concluso il rabbino capo,

L’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, porge la mano alla comunità ebraica e si impegna a ricordare pubblicamente la deportazione dei primi bolognesi verso i campi di sterminio nazisti. Da Roma, dove è impegnato con la Cei, Zuppi invia un messaggio per salutare l’inaugurazione del memoriale della Shoah sul ponte di via Matteotti. “Auspichiamo di poterci unire di nuovo alla comunita” ebraica per fare pubblica memoria della deportazione dei nostri concittadini ebrei iniziata nel novembre del 1943. Che questo memoriale non sia monumento che spegne quel grido, o lo relega nel passato- scrive l’arcivescovo- ma sentinella che non lascia dormire a nessuno il sonno dell’indifferenza e della complicità con le tenebre del male”. Zuppi sottolinea anche che la “categoria di memoriale ha una pretesa alta: quella cioè di rendere contemporaneo ciò che è accaduto, per aiutare a riviverlo personalmente e comunitariamente”. Grazie al memoriale “ciascuno, ritrovandosi come contemporaneo all’evento evocato, può prendere posizione e scoprire da che parte si trova effettivamente, e decidere dove vuole stare. La comunità cattolica bolognese, unita fraternamente alla comunità ebraica, sosta con profondo rispetto e sincero dolore davanti a questo memoriale della Shoah, ne condivide pienamente le motivazioni, incoraggia lo spirito inclusivo che ogni memoriale esprime, di intima solidarietà con tutti i genocidi di ieri e di oggi e con tutte le vittime della violenza”.

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