A Bologna arriva il Pride. “Sfiliamo per i diritti di tutti e tutte”

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Bologna, 26 giu. – Tutto pronto per la marcia dell’orgoglio gay. Domani a Bologna torna il Pride, sotto le Due Torri il corteo partirà sabato 27 giugno alle 16 dal parco del Cavaticcio e si concluderà alle 18 con l’arrivo in Piazza del Nettuno, gli interventi dal palco di associazioni e politici – per la giunta in corteo ci sarà l’assessore Lepore – e il live show finale.

Ad aprire il corteo ci sarà Alessandra Bernaroli. Alessandra e la sua compagna dopo una lunga battaglia legale hanno ottenuto il certificato di matrimonio, a tutti gli effetti si tratta del primo caso in Italia di matrimonio tra persone dello stesso sesso. “Chiediamo libertà e pari dignità per tutti i cittadini. Tutte le persone che credono nella possibilità di costruire una società migliore possono e devono venire in corteo”, dice Bernaroli.

In vista del Pride Radio Città del Capo ha organizzato un ciclo di tre trasmissioni. Ecco i podcast.

Nella prima trasmissione abbiamo ospitato Beppe Ramina, assieme ad altri fondatore del Circolo Arcigay Il Cassero, e Vincenzo Branà, presidente del circolo. “Non sono diritti delle persone lgbt, sono diritti di tutti”, ha detto Ramina riferendosi alle rivendicazioni del Pride. L’Italia è ormai uno dei pochi paesi in Europa a non avere una legge che preveda il matrimonio o le unioni civili tra persone dello stesso sesso, e anche di questo abbiamo discusso con l’avvocato Anna Maria Tonioni della rete Lenford.

 

Nella seconda trasmissione dedicata al Pride abbiamo intervistato la senatrice Monica Cirinnà, relatrice del disegno di legge per le unioni civili tra persone dello stesso sesso, e poi ancora in studio Elisa Dal Molin delle Famiglie Arcobaleno e Anna Maria Tonioni.

Nella terza trasmissione Alessandra Bernaroli ci ha raccontato della battaglia legale che l’ha portata ad ottenere il primo matrimonio egualitario in Italia. Luca Morassutto di Rete Lenford ci ha parlato della legge contro l’omofobia e la transfobia (che ancora non c’è), e infine il senatore Sergio Lo Giudice del Partito Democratico ha annunciato una proposta di legge per vietare le terapie riparative.

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