25 anni fa la strage del Salvemini

Bologna 4 dic.- A Casalecchio di Reno dove c’era una scuola ora c’è la casa della solidarietà Alexander Dubcek inaugurata il 20 ottobre 2001 che è diventata la sede delle associazioni di volontariato del territorio. Sulla facciata è stata mantenuta la cicatrice di quello che è accaduto 25 anni fa: uno squarcio che non è stato chiuso, in memoria di quell’impatto che si portò via 12 vite. E’ passato un quarto di secolo dalla strage del Salvemini, un episodio che rischia di essere derubricato a strage minore della storia italiana ma che in realtà racchiude nella sua tragica vicenda molta della tematica delle giustizia negata alle vittime che premono per essere tutelate da uno Stato che addirittura rinuncia a costituirsi parte civile nel processo.

casa solidarietà

La mattina del 6 dicembre 1990 un piccolo aereo militare, un Aermacchi MB 326, si andò a schiantare contro l’istituto Salvemini di Casalecchio di Reno entrando nell’aula della seconda A durante una lezione di tedesco. Il pilota, partito da Villafranca di Verona, aveva riscontrato un problema al motore e aveva tentato l’atterraggio di emergenza al Marconi (e non verso il mare ma così dicevano le procedure), cosa che non riuscì determinando lo schianto.

Sul sito della rivista Il Mulino è apparso il ricordo di Elena Pirazzoli, ricercatrice bolognese, che oggi ha 40 anni. La stessa età che avrebbero i ragazzi del Salvemini portati via da quella strage, morirono in 12 e più di 80 furono gli intossicati o gli ustionati. I loro nomi sono Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen e Alessandra.

“Ricordo un senso di dolore diffuso in città come per la strage di Bologna ma in un certo senso un dolore bianco per qualcosa che era difficile spiegare visto che è avvenuto a scuola, un luogo dove bisognava andare e dove, comunque, è avvenuta una cosa simile”.

Il fatto che quello del Salvemini alla fine sia stato, anche processualmente, un incidente è uno degli aspetti che vanno ben spiegati. Dopo una condanna, seppur mite, in primo grado, in appello ci fu l’assoluzione del pilota dell’aereo militare perchè il fatto non costituisce reato. Il ministero dell’istruzione non si costituì parte civile e l’avvocatura dello Stato difese i piloti dell’Aereonautica.

Le associazioni dei familiari delle vittime che nacquero dopo la strage promossero un’iniziativa parlamentare per modificare la sicurezza del volo ma la proposta si è arenata.

Insomma 25 anni dopo la situazione è immutata e l’Aereonautica sembra un fortino inespugnabile non senza zone d’ombra come ricorda anche la vicenda delle indagini e del processo della strage di Ustica.

A Casalecchio l’anniversario verrà ricordato in diversi modi: sabato 5 dicembre dalle 10 alle 14 la casa della solidarietà avrà le porte aperte a tutti, alle 17 alla Casa della Conoscenza ci sarà la premiazione del concorso letterario giovanile sulla Strage del Salvemini, alle 21,00 al teatro Comunale “Laura Betti” ci sarà “Serenate per un ricordo”, concerto dell’Orchestra Senzaspine dedicato alle vittime della strage con brani di Cajkowskj, Elgar e Mozart. Domenica 6 dicembre presso l’istituto Salvemini ci saranno le commemorazioni ufficiali che inizieranno alle 8.45 cui parteciperà il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, i rappresentanti dell’associazione dei familiari delle vittime e per il comune di Bologna l’assessore Matteo Lepore e la presidente del consiglio comunale Simona Lembi.

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