2 Agosto. I bolognesi riabbracciano l’autobus 37

Andrea Tepich e Giorgio Lenzarini

Bologna, 2 ago. – È tornato questa mattina in strada, vernice gialla e rossa brillante, l’autobus 37. Più che un mezzo di trasporto, per Bologna fu “un altare”, come descrive fiero Giorgio Lenzarini, capo del deposito Tper in via Battindarno che ne ha coordinato le operazioni di restauro. Fu quel bus Atc infatti, 38 anni fa, a trasportare fino a notte fonda i cadaveri delle vittime della strage del 2 agosto dalla stazione fino agli obitori. A guidarlo allora era Agide Melloni, ma il Fiat 321 A rimase in servizio fino alla fine degli anni ’80, finché il suo motore non si spense definitivamente rendendolo un cimelio storico. Oggi, dopo una revisione lunga un anno, Andrea Tepich ha girato la chiave per riaccenderlo e guidarlo per l’ultima parte del corteo, dall’incrocio con via Irnerio fino in piazza Medaglie d’Oro.

Al suo fianco, Lenzarini racconta: “Ci siamo presi a cuore noi il compito di rianimare la macchina, che era un’anima dormiente. Ed è il nostro contributo alla città, alle persone che hanno visto la loro vita segnata e che hanno perso la vita“. Quando lo hanno ripreso in mano, l’autobus 37 si presentava “esternamente nello stesso modo”, visto che “già 15 anni fa era stato fatto un lavoro di ristrutturazione della carrozzeria”; mentre “cambio, sospensioni, motori, guarnizioni” sono state letteralmente da “costruire dal nulla”, perché i pezzi non c’erano più. Ripensandoci, Lenzarini la definisce “un’idea apparentemente folle”, che saprà dimostrare però tutto il suo valore storico “se anche solo una piccola percentuale di persone ne avrà colto lo spirito vero”.

      Giorgio Lenzarini, Andrea Tepich (Tper)

Lo spirito i bolognesi lo hanno colto. Lo hanno dimostrato avvicinandosi con consapevolezza e scattando foto, oppure andando in prima persona a stringere la mano all’autista e ringraziarlo per il servizio che stava offrendo alla città. Non sono stati da meno i turisti, che pur non conoscendone la storia sono stati spinti dalla curiosità e hanno domandato come mai quell’autobus fosse diverso dagli altri, nel colore e nella forma. Dopo averne ascoltato il racconto, qualcuno dice “non lo sapevo”, qualcun altro invece riporta alla memoria frammenti del proprio passato. Gli abitanti di Bologna però quell’autobus lo conoscono molto bene, perché quel 2 agosto del 1980 erano in prossimità della stazione o perché erano corsi per prestare soccorso, oppure ancora lo hanno visto nelle foto e nei video dell’epoca. “Quando è successo il fatto c’ero – racconta un signore che ha preso parte al corteo -, lavoravo alla Ducati e stavo chiudendo la fabbrica per andare in ferie. Abbiamo sentito il boato fin là, me lo ricordo ancora. E ricordo bene anche il 37, era quello che faceva servizio di autoambulanza“.

 

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