Pagati a cottimo per rilevare i prezzi. La Cgil attacca il Comune di Bologna

Bologna, 7 giu. – Rilevano i prezzi al consumo ai fini Istat per conto del Comune di Bologna e sono pagati 20 centesimi a prezzo rilevato. Sono 4 lavoratori che guadagnano meno di 150 euro lordi al mese per un’attività che svolgono 4 ore al giorno per cinque giorni alla settimana. Di fatto un lavoro subordinato, secondo la Cgil, che ora sostiene col suo ufficio legale due operatori della società Focus Marketing, a cui il Comune ha dato l’appalto con una gara al massimo ribasso, perché vengano inquadrati in un contratto collettivo nazionale. Per esempio, se gli venisse riconosciuto quello del commercio, dovrebbero ricevere 7-800 euro lordi al mese.

Il procedimento è “sia nei confronti della società datrice di lavoro, sia nei confronti del Comune di Bologna, per la sua responsabilità di committente e per non aver vigilato sul rispetto da parte dell’appaltatrice del capitolato d’appalto e del disciplinare di gara”. Secondo il sindacato, non è stata rispettata la clausola sociale, nonostante il Comune si si sia impegnato in un protocollo d’intesa con le organizzazioni sindacali a contrastare il lavoro nero.

“Abbiamo segnalato questa cosa al comune di Bologna. Non ci sono state risposte soddisfacenti”, spiega Anna Andreoli della Funzione pubblica-Cgil di Bologna. E’ già partita la lettera dell’avvocato che annuncia sia alla società che all’amministrazione pubblica il ricorso alle vie legali.

In home page foto Flickr CC di Giulia S

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